Bologna Zerodiciotto
it / en / fr
6 maggio 2026, 12:00

Mezè, miracoli e disastri. Il mio Libano in cucina, oltre la guerra

presentazione del libro

Maradona Youssef e Sara Faillaci, MEZE, MIRACOLI E DISASTRI. Il mio Libano in cucina, oltre la guerra (Solferino)

interviene Martina Mari; ospite il pasticciere Gino Fabbri


Raccontiamo spessissimo la guerra, anche in queste notizie; è molto bello, ogni tanto, poter parlare di pace e di come trasmetterla e costruirla.
Lo chef libanese Maradona Youssef racconta l’infanzia, il peso della guerra, la famiglia e il modo in cui il cibo è diventato casa, mestiere e identità.
Lo abbiamo conosciuto per la sua partecipazione a MasterChef Italia 5, poi accanto a Bruno Barbieri al Fourghetti di Bologna, e adesso con il suo Mezé, a Milano.
Con questo racconto di memoria torna all’origine della propria storia: la scuola, la famiglia, le uscite, ma anche le bombe, gli attentati, i posti di blocco.
La pace, per lui, ha un solo nome: la cucina. Il libro racconta tutto questo senza ridurre il Libano a un repertorio del dolore. Mostra piuttosto come una tavola possa diventare ordine, relazione, possibilità. Il contrario della guerra.
Maradona Youssef
: già dal nome si intuisce una vita insolita. Battezzato in onore della passione calcistica del padre Jean, primo e adorato figlio maschio di una famiglia paterna di militari e una famiglia materna di medici, nasce nel 1986 e cresce nel Libano in guerra. Un’infanzia e un’adolescenza complicate, in cui ci sono le ordinarie giornate di scuola, ma anche la paura delle bombe e degli attentati; ci sono le gite a caccia con la selvaggina cucinata sul fuoco da campo, ma anche i posti di blocco a cui si rischia la vita; e c’è una geografia complessa di appartenenze religiose e politiche da navigare per poter sopravvivere. La pace, per Maradona, è in un unico posto: la cucina. Il luogo dove le donne della famiglia modellano un miracolo di sapori, profumi, consistenze, che lui impara a chiamare «casa». Dove i mille pani del Libano, i suoi vini, le sue spezie trovano una sintesi e un’armonia. Anni dopo, trasferitosi in Italia per studiare, quell’arte gastronomica appresa aiutando la nonna, la madre e la zia diventerà a sorpresa il suo lavoro, quello di uno chef impegnato a portare nel suo nuovo Paese la ricchezza di sapore e significato della sua terra.
Un memoir che racconta un’educazione sentimentale, e ci offre uno spaccato intimo, originale e vivo della questione mediorientale. Le ricette irresistibili che arricchiscono i capitoli uniscono i due mondi dell’autore, Italia e Libano, rinnovando la speranza nella pace e nella convivenza tra i popoli.