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from 7 to October 11, 2026

WeWorld Festival Bologna

cover of WeWorld Festival Bologna

cinema, storie e voci dai margini | III edizione

Il margine non è lontano, è solo fuori dal nostro sguardo

È questo il tema della terza edizione del WeWorld Festival Bologna. Perché i margini possono essere dall’altra parte del mondo, nei Paesi segnati da guerre, crisi climatiche e disuguaglianze, ma anche a pochi passi da noi, nelle periferie delle nostre città. Possono essere geografici, sociali, economici, politici o culturali.

Ciò che non vediamo rischia di diventare ciò che non notiamo più: una crisi, un territorio, una storia, delle persone.

Il Festival nasce per interrompere questo meccanismo: spostare lo sguardo verso ciò che troppo spesso resta fuori campo, dalle crisi dimenticate alle disuguaglianze normalizzate, e costruire uno spazio in cui cinema, giornalismo, letteratura, fotografia, musica e cooperazione internazionale possano mettere in relazione ciò che percepiamo come distante con le nostre vite.

Il Festival attraverserà diversi luoghi della città: Cinema Lumière, Cinema Modernissimo, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, VAG61 e Oratorio San Filippo Neri.

Il cinema dai margini del mondo

Al centro del Festival torna il cinema, con una selezione di corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, numerose anteprime bolognesi e due anteprime nazionali: House of Hope e River Dreams.

Ma il WeWorld Festival non sarà solo cinema: talk, performance, show cooking, podcast, fotografia, musica e laboratori attraverseranno i temi dell’edizione con linguaggi e prospettive differenti, trasformando il Festival in uno spazio di incontro, partecipazione e condivisione.

Dalle periferie italiane alla Tanzania: il diritto di immaginare il futuro

Il Festival porterà al centro “Abitare i Margini”, la ricerca di WeWorld che ha raccolto le voci e le esperienze di oltre 230 bambine e bambini, ragazze e ragazzi coinvolti nei programmi dell’organizzazione in Italia. Da qui prende avvio Quanto costa immaginare il futuro?, un confronto sulle disuguaglianze che restringono aspirazioni e opportunità e sulle difficoltà economiche che impediscono a sempre più giovani di emanciparsi, diventare indipendenti e costruire il proprio futuro.

Dalle periferie italiane ai contesti segnati da guerre, povertà e crisi climatica, l’incontro prova a rispondere a una domanda sempre più urgente: cosa succede quando il futuro sembra appartenere sempre a qualcun altro? Ne parleranno, tra gli altri, l’economista femminista Azzurra Rinaldi, l’autrice e divulgatrice Sofia Pasotto, lo psicologo e divulgatore Michele Arena e Martina Albini del Centro Studi WeWorld.

Dalla Tanzania arriva invece una storia capace di mettere in discussione molte delle immagini con cui siamo abituati a guardare il mondo. In Di femminismo, alberi di mango e matematica, Chiara Alessi ritroverà Juliana Marko, ingegnera e insegnante conosciuta durante il viaggio con WeWorld in Tanzania. Juliana oggi lavora per avvicinare bambine e bambini alle materie STEM attraverso un metodo innovativo basato sull’utilizzo dell’abaco. La sua storia sarà il filo conduttore di una conversazione a tre su educazione, opportunità, femminismo e futuro, ma anche su ciò che accade al nostro sguardo quando, al posto delle immagini che pensavamo di conoscere, incontriamo persone, esperienze e quotidianità reali.

Il giornalismo sarà protagonista anche con Valerio Nicolosi, giornalista e autore di Ecoguerra, che presenterà in anteprima il nuovo podcast realizzato con WeWorld e dedicato ai dietro le quinte della cooperazione internazionale: un racconto che porta il pubblico oltre le immagini e le dichiarazioni ufficiali, per scoprire come si lavora ogni giorno nei contesti di crisi e che cosa significa costruire interventi umanitari insieme alle comunità.

Durante il Festival, Nicolosi condurrà inoltre una puntata live di Scanner, il suo daily podcast dedicato ai grandi temi dell’attualità internazionale.

Spazio anche alla Chiacchierata Femminista, il format ideato da WeWorld per creare occasioni di confronto informale su parità di genere, diritti e stereotipi. L’edizione bolognese sarà dedicata all’educazione sessuo-affettiva, per parlare di relazioni, consenso, confini e decostruzione degli stereotipi. Tra le protagoniste Francesca Fiore di Mammadimerda, insieme a un’operatrice di Edusex.

Due mostre per spostare lo sguardo

La fotografia sarà una delle grandi protagoniste del Festival.

Dentro le periferie è il progetto espositivo di WeWorld dedicato alle marginalità urbane contemporanee in Italia. Al centro il lavoro di Alex Majoli su Barona e Giambellino a Milano, insieme agli sguardi di Arianna Arcara, Camilla Miliani e Michele Lapini su Cagliari, Aversa e Bologna.

Attraverso linguaggi e prospettive differenti, il progetto prova ad andare oltre gli stereotipi e le narrazioni emergenziali, restituendo la complessità delle periferie italiane: i luoghi, le relazioni e le fragilità, ma anche le energie e le possibilità che le attraversano.

Accanto a questa, Escape The Matrix, il progetto fotografico di Gaia Squarci dedicato alle nuove generazioni in Kenya. A Narok, ai margini della riserva del Maasai Mara, ragazze e ragazzi si confrontano con un mercato del lavoro che non riesce a tenere il passo con le loro ambizioni e sperimentano nuove strade per costruirsi un futuro, trasformando passioni e competenze in percorsi professionali fuori dagli schemi.


Tra le protagoniste e i protagonisti: Lidia Ravera, Valerio Nicolosi, Chiara Alessi, Azzurra Rinaldi, Giulia Mei, Francesca Fiore (@Mammadimerda), Danilo Bertazzi (alias Tonio Cartonio), Sofia Pasotto e Big Fish.

Ad anticipare il Festival, il 30 settembre, sarà una giornata speciale dedicata a Gaza: la proiezione di Everyday in Gaza, cortometraggio prodotto da WeWorld vincitore del David di Donatello 2026, presso e il reading Letters from Gaza di Lidia Ravera all’Oratorio San Filippo Neri.

Il 6 ottobre, al VAG61, la terza anteprima vedrà la proiezione del film How to Feed the Planet alla presenza del regista Francesco de Augustinis.

Per ulteriori informazioni sul programma: https://weworldfestivalbologna.weworld.it

Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione consigliata


WeWorld Festival, il festival di cinema sociale di WeWorld, è realizzato con il contributo del settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna e dell’Emilia-Romagna Film Commission, in collaborazione con Cineteca di Bologna e SMK Factory. Media partner: Il resto del Carlino.